Mistress For Christmas

Get a date with the woman in red
Wanna be in heaven with three in a bed

AC/DC, Mistress For Christmas

Si svegliò due giorni dopo Natale in una casa abbandonata con la testa che gli scoppiava.- Che cavolo… ? Eppure non ho bevuto!
Tentò di alzarsi. Annaspò cercando a tentoni un appiglio. Lo trovò.
Aggrappandosi a una sedia, lentamente Babbo Natale si mise in piedi.
Rimase alcuni minuti appoggiato alla spalliera della sedia prima di osare muovere qualche passo.
– Allora, vecchio Babbo, cerca di stare calmo e prova a ricordare.
Per prima ricordò la slitta. L’aveva lasciata su un tetto, appoggiata sulla neve, con le renne a riprendere fiato. La slitta era probabilmente al sicuro, anche se non sapeva di preciso dove.
Poi nella sua memoria confusa riaffiorò il camino.
Si era calato per il camino con il suo sacco di regali ormai quasi vuoto; era una delle ultime case da visitare. Era quasi al termine della notte.
Nel camino c’era qualcosa. O qualcuno.
Si sedette. Ricordava.
Nella discesa aveva sentito freddo. Non che fosse strano per lui: per quanto lavorasse da sempre in una delle notti più fredde dell’anno non si era mai abituato alla temperatura. Questo però era un freddo diverso. Era un freddo che scendeva lungo il collo ed entrava dritto nel sangue, gelandolo.
Si era voltato. Babbo Natale nel camino si era voltato e aveva visto l’origine del freddo che di colpo l’aveva preso.
Seduto sulla sedia nella casa misteriosa si portò la mano al collo, cercando qualcosa che sapeva doveva essere lì.
Due segni, piccolissimi. Due minuscoli fori nel collo, là dove una vampira nascosta nel camino l’aveva morso.
– Assurdo! – si disse – Sto diventando vecchio, ecco tutto.
Si alzò nuovamente. Si diresse verso la finestra di fronte.
L’aprì.
La notte era finita. Il sole dell’alba entrò di colpo, frantumando il buio.
– Vecchio e stupido! – fu l’ultimo pensiero di Babbo Natale mentre bruciava.