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		<title>gianky.com - blog</title>
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		<description>gianky.com - blog - RSS feed</description>
		<language>it-it</language>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 16:30:20 +0200</pubDate>
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			<title>Gianky's Blog</title>
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		<item>
			<title>Cittą tumorali: le megastrutture di Tsutomu Nihei</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=802</link>
			<pubDate>15 Aug 2008 16:28:02 +0100</pubDate>
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			<description><![CDATA[Il disegnatore giapponese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Tsutomu_Nihei">Tsutomu Nihei</a> &eacute; un architetto e nei suoi fumetti si vede: le vere protagoniste delle sue tavole sono le citt&agrave;, pi&ugrave; che le creature che le abitano.<br />
Le citt&agrave; di Nihei sono agglomerati che hanno perso il loro scopo iniziale, se mai ne hanno avuto uno. Sono biomasse di cemento, metallo e carne che acquisiscono una vita propria; in <cite><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Blame!">"Blame!"</a></cite> e ancor di pi&ugrave; nel suo prequel <cite><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Biomega">"Biomega"</a></cite>, case, palazzi, fabbriche a volte si trasformano da rifugi a prigioni, diventano contenitori di residui di civilt&agrave;, sfuggita a chiss&agrave; quali catastrofi, o immense camere stagne che nascondono orrori lovecraftiani.<br />
In <cite>"Biomega"</cite> in particolare, la diffusione di un catalizzatore artificiale fa s&igrave; che un'umanit&agrave; ridotta allo stadio di zombi si fonda con le citt&agrave;, generando letteralmente "tessuti" urbani in cui non si distingue il confine tra organi post-umani ed elementi architettonici.<br />
In questo mondo, dove i controni netti scompaiono, tutto &eacute; grigio, malato, sfatto, come un paesaggio di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Max_Ernst">Max Ernst</a>; umani ed edifici si scambiano di continuo il ruolo di vittima e di cancro infestante, di contenitore e contenuto, in una simbiosi che porta alla perpetua consunzione e a un'entropia che sembra non arrivare mai.<br />
Le ultime strade rimaste si snodano come muscoli o intestini distesi tra le macerie di un cataclisma, attraversando o scavalcando indifferentemente corpi e palazzi, appoggiate a ponti dalle fondamenta ormai scomparse sotto centinaia di metri di decomposizione.<br />
In labirinti come questi si incontrano, e spesso si scontrano, androidi in missione, alla ricerca degli ultimi umani "puri", agenti di misteriose corporazioni internazionali, che mirano ora a una evoluzione controllata del post-umano, ora al dominio e alla perpetuazione delle mutazioni, o nuovi esseri dalle potentissime capacit&agrave; mentali e biologiche.<br />
Nei "nuovi ordini" che si vengono a creare sulla Terra non esistono spazi per concetti come moralit&agrave; o giustizia; sopravvive a malapena un senso di solidariet&agrave; tra pochi singoli personaggi, che provano isolate affinit&agrave; per altri sperduti "viaggiatori, e un residuo di piet&agrave;, che porta tutt'alpi&ugrave; a dispensare morte come cessazione della sofferenza; una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/The_Last_Judgment_(Bosch_triptych)">dannazione</a> di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hieronymus_Bosch">Hieronymus Bosch</a> in salsa cyberpunk dove solo mostri e pistoleri sono davvero liberi di muoversi.<br />
Ogni avventura di Nihei &eacute; un viaggio oscuro, visivamente curatissimo, nei meandri di corpi e di edifici, ascese di altissime torri o discese in budelli di metallo, tra pagine di silenzio inframezzato da scontri violentissimi.]]></description>
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		<item>
			<title>Merda di ministro</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=801</link>
			<pubDate>14 Aug 2008 00:00:00 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=801</guid>
			
			<description><![CDATA[Le <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200808articoli/35590girata.asp">recenti dichiarazioni</a> (e non solo quelle) del "ministro dei beni culturali" (in italiano nel testo) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sandro_Bondi">Sandro Bondi</a> potrebbero valergli un licenziamento in tronco, se questo fosse un paese con ancora un briciolo di dignit&agrave;.<br />
Comunque il "ministro" &eacute; in <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200808articoli/35620girata.asp">buona compagnia</a>, anche <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arte_degenerata">storicamente</a>.]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Miracolo in 100 giorni (?)</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=800</link>
			<pubDate>13 Aug 2008 11:13:01 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=800</guid>
			
			<description><![CDATA[Da destra (e un po' meno da sinistra :-) si sottolinea come questa settimana <a href="http://www.newsweek.com/">Newsweek</a> abbia <a href="http://www.corriere.it/politica/08_agosto_12/newsweek_berlusconi_miracolo_768755ae-687f-11dd-859b-00144f02aabc.shtml">"elogiato"</a> il governo Berlusconi.<br />
Temo che gli entusiasti non si siano presi la briga di leggersi il testo originale, in quanto, a mio modesto avviso, l'<a href="http://www.newsweek.com/id/151669">articolo</a> non &eacute; poi cos&igrave; agiografico.<br />
Certo, si sottolinea come il divo Silvio abbia un ottimo indice di gradimento, pi&ugrave; alto di altri presidenti europei, e come abbia risolto il problema della spazzatura a Napoli; si fa presente anche la sua abilit&agrave; nello scaricare i problemi del paese in quello della sicurezza e il problema della sicurezza sugli immigrati.<br />
Ma Newsweek, in modo molto equilibrato, fa notare anche che il "72-year-old media mogul" s'&eacute; fatto una legge per non essere processato e che l'ha potuta fare unicamente perch&egrave; gli italiani si sentono troppo poveri per far caso a simili provvedimenti.<br />
L'articolo conclude con quella che sembra essere una via di mezzo tra un avvertimento e una visione profetica: gli italiani per ora amano Berlusconi, ma vogliono stabilit&agrave; economica; raccogliere la spazzatura e prendersela con gli immigrati non sar&agrave; abbastanza.<br />
Se questo &eacute; un elogio...]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Semplificazioni</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=799</link>
			<pubDate>12 Aug 2008 11:28:39 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=799</guid>
			
			<description><![CDATA[Due osservazioni:<br />
<br />
1) la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georgia">Georgia</a> &eacute; da poco <a href="http://maps.google.com/maps?ie=UTF8amp;ll=42.041134,43.626709amp;spn=4.128364,6.987305amp;z=7">scomparsa</a> dalle <a href="http://maps.google.com/">mappe di Google</a>;<br />
<br />
2) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Calderoli">Calderoli</a> (quello che ha giudicato la legge elettorale fatta da lui medesimo una "porcata") &eacute; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dipartimento_per_la_Semplificazione_Normativa">Ministro della Semplificazione</a> (non &eacute; una novit&agrave;, lo so, ma rileggendolo oggi ho vissuto uno di quei momenti di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pasto_nudo">pasto nudo</a> apportatori di scoramento).]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>L'ultimo cerchio</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=798</link>
			<pubDate>05 Aug 2008 19:00:00 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=798</guid>
			
			<description><![CDATA[<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solgenitsin">Aleksandr Isaevic Solzenicyn</a> (1918 - <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/2276650.stm">2008</a>)]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Cittą tumorali: la prigione urbana di John Carpenter</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=797</link>
			<pubDate>03 Aug 2008 17:18:14 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=797</guid>
			
			<description><![CDATA[Il cinema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Carpenter">John Carpenter</a> non nutre molta fiducia nel genere umano e nella sua possibilit&agrave; di riscatto; in questa linea &eacute; sua una delle pi&ugrave; feroci, violente, comiche ed eccessive anti-utopie, <cite><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/1997:_fuga_da_New_York">"1997: Fuga da New York"</a></cite>.<br />
La New York di Carpenter &eacute; un'intera citt&agrave; trasformata in carcere di massima sicurezza, il cui posto di sorveglianza, colmo dell'ironia, si trova a <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Liberty_Island">Liberty Island</a>, sotto la Statua della Libert&agrave;, passata da sinonimo di speranza a guardiana della prigionia, testimoniando cos&igrave; la fine del sogno americano.<br />
Nella metropoli in cui si pu&ograve; solo entrare, chiusa da alte mura, dal mare, da ponti minati e abbandonata a se stessa, i condannati vivono consumando le poche risorse rimaste, cibo, abiti, benzina; i palazzi vengono costantemente saccheggiati e sempre pi&ugrave; ridotti a macerie, diventando covi di bande che si contendono il territorio; il degrado urbano diventa ambiente di lotta per la sopravvivenza in stile post-atomico.<br />
Svolgendosi quasi interamente di notte, il film &eacute; rischiarato solo dalle torce e dai fal&ograve; nei bidoni dell'immondizia; dal buio vengono minacce e una specie di dis/ordine criminale: se da una parte trib&ugrave; vestite di stracci spuntano dai tombini ed entrano nelle case per uccidere come i vendicativi fantasmi di <cite><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fog">"Fog"</a></cite>, dall'altra il ricco Duca gira, leader indiscusso e indisturbato, con il suo corteo di limousine adornate da lampadari di cristallo.<br />
Ma pur in questa oscurit&agrave;, tra il costante pericolo di essere rapinati o uccisi da chiunque e in qualunque momento, in cui si pu&ograve; al massimo sopravvivere (sorta di apoteosi del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punk_%28cultura%29">"no-future"</a> fine anni '70), si intravedono di tanto in tanto spiragli di possibilit&agrave;: qualcuno cerca di organizzare spettacoli teatrali, l'astuto Mente/Brain scava petrolio nella biblioteca, il vecchio tassista porta ancora la sua auto e i suoi passeggeri, ascoltando una vecchia cassetta di jazz e illudendosi che la vita non sia poi cos&igrave; diversa e folle rispetto all'esterno.<br />
Pi&ugrave; che una trasformazione voluta dalle autorit&agrave;, quella di New York sembra agli occhi di Carpenter una naturale evoluzione in forma violenta del degrado urbano, una rinuncia a ogni tentativo di recupero da parte di una societ&agrave; che, posta di fronte alla deriva sociale e al dilagare della criminalit&agrave;, &eacute; interessata solo alla propria sicurezza.<br />
In un tessuto corroso al suo interno da umani considerati alla stregua di cellule tumorali, solo un'altra metastasi sociale come il supercriminale Iena/Snake Plissken pu&ograve; sperare di infiltrarsi inosservata e salvare il Presidente degli Stati Uniti, il cui aereo &eacute; stato fatto schiantare da terroristi contro un grattacielo (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bin_laden">Bin Laden</a> non ha inventato alcunch&egrave; :-)]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Cittą tumorali: l'oscuritą di Kowloon</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=796</link>
			<pubDate>27 Jul 2008 11:49:40 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=796</guid>
			
			<description><![CDATA[La citt&agrave; fortificata di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kowloon_Walled_City">Kowloon</a> in Cina era stata fondata prima dell'anno 1000 come punto d'osservazione e di difesa. Abbandonata, venne poi ricostruita come fortino a meta dell'800, durante il dominio inglese di Hong Kong, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Convention_for_the_Extension_of_Hong_Kong_Territory">rimanendo sotto il controllo cinese</a>. Gli inglesi la attaccarono, ma poi, avendola trovata misteriosamente deserta, la abbandonarono a se stessa.<br />
Kowloon crebbe quindi in una sorta di "buco" politico-diplomatico. Cominci&ograve; lentamente a popolarsi, all'inizio con poche centinaia di abitanti; dopo la seconda guerra mondiale venne lentamente occupata prima da profughi e successivamente da quanti fuggivano dalla rivoluzione culturale di Mao alla fine degli anni '60.<br />
Caduta sotto il controllo della mafia locale, la citt&agrave; venne liberata da una spedizione di migliaia di poliziotti nel 1974. Da quel punto, libera da controlli statali, amministrativi e della criminalit&agrave; organizzata e priva di qualunque vincolo architettonico e urbanistico, Kowloon cominci&ograve; a svilupparsi rapidamente e in maniera abnorme, accumulando case e persone come una specie di tessuto vivente le cui cellule nascono, crescono e muoiono l'una sull'altra, riproducendosi, mutando, degenerando.<br />
Alla fine degli anni '80 la popolazione era arrivata a circa cinquantamila abitanti, stipati in uno spazio di qualche migliaio di metri quadrati; le case venivano costruite occupando qualunque spazio libero, sopraelevando, saturando vicoli che diventavano ogni giorno pi&ugrave; stretti e cortili che si riducevano a stretti pozzi di aerazione; un giorno una finestra si affacciava su una strada, il giorno dopo sul muro del vicino.<br />
La luce del giorno non arrivava a livello della strada e fu necessario installare tubi fluorescenti costantemente accesi; gli edifici accatastati arrivarono a pi&ugrave; di dieci piani, fermandosi solo per evitare le rotte di atterraggio degli aerei del vicino <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Kai_Tak_Airport">aeroporto Kai Tak</a>. Sui tetti crescevano piccoli giardini dove i bambini andavano a giocare. Gli allacci ad acqua ed energia, esclusi pochi collegamenti, erano quasi totalmente abusivi e spesso la popolazione si riforniva scavando decine di pozzi all'interno della citt&agrave;.<br />
Pur in questa specie di autonomia pressoch&egrave; anarchica tipica di una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zone_Temporaneamente_Autonome">TAZ</a>, la citt&agrave; non aveva un tasso di criminalit&agrave; particolarmente preoccupante; nacquero negozi, ristoranti, piccole fabbriche e persino istituzioni interne, asili, scuole, anche una specie di tribunale, venendo incontro ai bisogni sociali e mantenendo i conflitti entro limiti accettabili. Proliferarono, in condizioni sanitarie meno che precarie, studi medici senza autorizzazione, in genere poco affidabili ma a volte con un buon livello di professionalit&agrave;.<br />
Alla fine degli anni '80 il governo inglese e cinese <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sino-British_Joint_Declaration">decisero</a> di porre fine a quella che era ormai una zona in cui le condizioni di vita peggioravano di giorno in giorno. Nei primi anni '90 la popolazione venne evacuata, non senza resistenze.<br />
Nel 1994 la citt&agrave; era completamente demolita e alcuni scavi archeologici avevano riportato alla luce reperti dell'antico avamposto. L'anno successivo venne inaugurato il <a href="http://www.lcsd.gov.hk/parks/kwcp/en/index.php">Kowloon Walled City Park</a>, che mostra le antiche strutture di epoca <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Song_Dynasty">Song</a>, portali d'ingresso e templi.<br />
Del claustrofobico agglomerato urbano rimangono poche testimonianze: una &eacute; il libro fotografico <cite><a href="http://www.watermarkpublications.com/001/kowloon/">"City of Darkness"</a></cite> di Greg Girard e Ian Lambot; inoltre vennero girate a Kowloon alcune <a href="http://it.youtube.com/watch?v=KEo6ogAnoZ8">scene</a> del film <cite><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Senza_esclusione_di_colpi!">"Senza esclusione di colpi"</a></cite>; <a href="http://it.youtube.com/watch?v=p9xC8F1wvR4">sequenze della demolizione</a> vennero invece usate per il film <a href="http://www.cinemaz.it/Action-Movie/Crime-Story-1993-di-K.-Wong.html"><cite>"Crime Story"</cite></a>. Infine potete trovare <a href="http://it.youtube.com/watch?v=OSnvqBhWUOc">qui un video amatoriale</a> girato lungo il perimetro esterno e in alcuni vicoli della citt&agrave;. Una approssimativa <a href="http://slurl.com/secondlife/kowloon/145/19/24">ricostruzione della citt&agrave;</a> a opera dell'<a href="http://it.youtube.com/watch?v=y0LlTDxiw38">autore di videogiochi</a> giapponese Kouki Inoue si pu&ograve; trovare su <a href="http://www.secondlife.com/">Second Life</a> (grazie a Zazie per la segnalazione).]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Public Enemy - Don't Believe The Hype</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=795</link>
			<pubDate>24 Jul 2008 16:30:52 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=795</guid>
			
			<description><![CDATA[<a href="http://www.publicenemy.com/">Public Enemy</a> - <cite><a href="http://www.youtube.com/watch?v=zP2tyZu0lqs">Don't Believe The Hype</a></cite><br />
<br />
Back<br />
Caught you lookin' for the same thing<br />
It's a new thing - check out this I bring<br />
Uh Oh the roll below the level<br />
'Cause I'm livin' low next to the bass, C'mon<br />
Turn up the radio<br />
They claim that I'm a criminal<br />
By now I wonder how<br />
Some people never know<br />
The enemy could be their friend, guardian<br />
I'm not a hooligan<br />
I rock the party and<br />
Clear all the madness, I'm not a racist<br />
Preach to teach to all<br />
'Cause some they never had this<br />
Number one, not born to run<br />
About the gun...<br />
I wasn't licensed to have one<br />
The minute they see me, fear me<br />
I'm the epitome - a public enemy<br />
Used, abused without clues<br />
I refused to blow a fuse<br />
They even had it on the news<br />
Don't believe the hype...<br />
<br />
Yes<br />
Was the start of my last jam<br />
So here it is again, another def jam<br />
But since I gave you all a little something<br />
That we knew you lacked<br />
They still consider me a new jack<br />
All the critics you can hang'em<br />
I'll hold the rope<br />
But they hope to the pope<br />
And pray it ain't dope<br />
The follower of Farrakhan<br />
Don't tell me that you understand<br />
Until you hear the man<br />
The book of the new school rap game<br />
Writers treat me like Coltrane, insane<br />
Yes to them, but to me I'm a different kind<br />
We're brothers of the same mind, unblind<br />
Caught in the middle and<br />
Not surrenderin'<br />
I don't rhyme for the sake of of riddlin'<br />
Some claim that I'm a smuggler<br />
Some say I never heard of 'ya<br />
A rap burgler, false media<br />
We don't need it do we?<br />
It's fake that's what it be to 'ya, dig me?<br />
Don't believe the hype...<br />
<br />
Don't believe the hype - its a sequel<br />
As an equal, can I get this through to you<br />
My 98's boomin' with a trunk of funk<br />
All the jealous punks can't stop the dunk<br />
Comin' from the school of hard knocks<br />
Some perpetrate, they drink Clorox<br />
Attack the black, cause I know they lack exact<br />
The cold facts, and still they try to Xerox<br />
Leader of the new school, uncool<br />
Never played the fool, just made the rules<br />
Remember there's a need to get alarmed<br />
Again I said I was a timebomb<br />
In the daytime the radio's scared of me<br />
'Cause I'm mad, plus I'm the enemy<br />
They can't c'mon and play with me in primetime<br />
'Cause I know the time, plus I'm gettin' mine<br />
I get on the mix late in the night<br />
They know I'm livin' right, so here go the mike, sike<br />
Before I let it go, don't rush my show<br />
You try to reach and grab and get elbowed<br />
Word to herb, yo if you can't swing this<br />
Just a little bit of the taste of the bass for you<br />
As you get up and dance at the LQ<br />
When some deny it, defy if I swing bolos<br />
Then they clear the lane I go solo<br />
The meaning of all of that<br />
Some media is the whack<br />
You believe it's true, it blows me through the roof<br />
Suckers, liars get me a shovel<br />
Some writers I know are damn devils<br />
For them I say don't believe the hype<br />
Yo Chuck, they must be on a pipe, right?<br />
Their pens and pads I'll snatch<br />
'Cause I've had it<br />
I'm not an addict fiendin' for static<br />
I'll see their tape recoreder and grab it<br />
No, you can't have it back silly rabbit<br />
I'm going' to my media assassin<br />
Harry Allen, I gotta ask him<br />
Yo Harry, you're a writer, are we that type?<br />
Don't believe the hype<br />
I got flavor and all those things you know<br />
Yeah boy, part two bum rush and show<br />
Yo Griff, get the green black red and<br />
Gold down countdown to Armageddon<br />
-88 you wait the S1Ws will<br />
Rock the hard jams - treat it like a seminar<br />
Teach the bourgeoise, and rock the boulevard<br />
Some sau I'm negative<br />
But they're not positive<br />
But what I got to give...<br />
The media says this]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Nerone</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=794</link>
			<pubDate>18 Jul 2008 11:34:42 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=794</guid>
			
			<description><![CDATA[Quei perfidi comunisti dell'<a href="http://www.economist.com/">Economist</a> <a href="http://www.economist.com/world/europe/displayStory.cfm?source=hptextfeatureamp;story_id=11751325">se la prendono di nuovo</a> con il nostro povero Presidente Silvio Berlusconi.<br />
Pensate, osano scrivere che il divo Silvio continua a pensare ai fatti suoi invece che al bene del paese.<br />
Cattivi, cattivi!]]></description>
		</item>
	
		<item>
			<title>Come comprare t-shirt</title>
			<link>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=793</link>
			<pubDate>08 Jul 2008 20:09:23 +0100</pubDate>
			<guid>http://www.gianky.com/blog/index.php?id_messaggio=793</guid>
			
			<description><![CDATA[La situazione di seguito descritta &eacute; avvenuta realmente. Mi sono limitato a colorire un tantino il dialogo e a eliminare i "cio&egrave;" e gli "ah, ok" in soprannumero.<br />
<br />
Scena: negozio di abbigliamento/calzature, uno di quelli in cui i commessi indossano una divisa da arbitro di football americano.<br />
Musica: hip hop d'accatto.<br />
<br />
Quella che si riveler&agrave; essere una delle commesse pi&ugrave; stordite che abbia mai incontrato mi saluta:<br />
- Ciao, dimmi.<br />
- Ciao, vorrei una t-shirt bianca e una nera, senza disegni o scritte, per favore.<br />
Lei guarda un punto all'orizzonte. Seguo il suo sguardo: al posto dell'orizzonte c'&eacute; un palazzo; comunque niente t-shirt.<br />
Dopo qualche attimo dice: - S&igrave;. Hai gi&agrave; visto qualcosa?<br />
- Ehm, no.<br />
- Cio&egrave;, con che fantasia le volevi?<br />
- Nessuna: una bianca e una nera senza disegni o scritte.<br />
- Ah, di nere ci sono queste con il logo della XXX...<br />
Sospiro. Comincio a sentirmi come Dan Aykroyd nei <cite>"Blues Brothers"</cite> quando ordina del pane bianco tostato senza niente sopra.<br />
- No, una bianca e una nera, senza niente sopra.<br />
- Ah, ok, ho capito. Non so se le ho. Vuoi che vada a vedere?<br />
Tento di mascherare il mio sguardo da "s&igrave;, testa di minchia" con il mio sguardo da "credo che potrebbe essere una buona idea"; non so se ci riesco. Comunque la commessa va a vedere.<br />
Passa il tempo; arriva un altro commesso e mi chiede se voglio qualcos'altro oltre alle scarpe.<br />
- Non voglio delle scarpe - gli dico.<br />
- Ah, non sei tu quello delle scarpe?<br />
- No, quello delle scarpe &eacute; morto. Io sono quello delle t-shirt.<br />
- Ah, ok.<br />
Se ne va, credo in cerca del fantasma di "quello delle scarpe". Poco dopo torna la mia commessa. Ha un sacco di buste di plastica in mano.<br />
- Guarda, le ho solo nere, che sono in saldo: quattro al prezzo di due. Facciamo quattro?<br />
Ora, io alle volte tendo a essere pignolo; mi rendo conto che non stiamo giocando una partita a scacchi, dove uno scambio simile potrebbe causare una squalifica, ma comunque una t-shirt bianca e una nera tendono a differire da quattro t-shirt nere. Cerco le parole giuste per far permeare il concetto, ma non le trovo. Mi esce solo un:<br />
- No.<br />
- Non ne vuoi quattro? Cio&egrave;, sono in saldo.<br />
- No.<br />
- Di bianco ho quei calzini l&igrave; alla tua sinistra.<br />
- Calzini?!?<br />
- S&igrave;, guarda, ci sono anche neri.<br />
Realizzo che, visto che l'altro commesso mi ha preso per "quello delle scarpe", probabilmente questa stordita ha resettato (mi si passi il termine) il cervello e crede che io sia "quello dei calzini". Cercando di non suonare troppo sarcastico, le dico sottovoce:<br />
- Non sono quello dei calzini.<br />
- Ah, ok. Ci sono anche i cosi, se ti servono.<br />
Indica i cosi con il dito.<br />
Non so che cosa siano i cosi; li guardo e non riesco a capire. Forse bretelle, forse stringhe, forse polsini tergisudore. Per&ograve; so che non sono t-shirt e come tali non sono un mio problema. Ora il mio problema &eacute; uscire dal negozio con una t-shirt nera, o anche senza, ma almeno vivo e senza accuse d'omicidio volontario.<br />
- Prendo... una... t-shirt... nera.<br />
Ci riesco. Pago, prendo la t-shirt, evado prima che qualcuno mi prenda per "quello dei cappelli da baseball".<br />
Se trovate un metodo peggiore per comprare una t-shirt nera fatemelo sapere.<br />
Per quella bianca ho poi rimediato entrando in un negozio con l'insegna "merceria" e senza commessi vestiti da arbitro; curiosamente, non aveva t-shirt nere.]]></description>
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