Giovedì 25 dicembre 2008
Era quasi mezzanotte quando Babbo Natale parcheggiò la sua slitta sul tetto di una casa in Rue Morgue, si caricò in spalla un pesante sacco e cominciò a scendere lungo l'ennesimo camino.
"Smetterò, prima o poi," pensava mentre scendeva puntellandosi contro le strette pareti, "questi accidenti di camini diventano ogni giorno più stretti".
A un certo punto il passaggio si fece così stretto che Babbo Natale dovette mettersi il sacco in testa per proseguire. Riuscì a fare ancora qualche metro, ma poi dovette fermarsi.
"Ecco, appunto! E ora che cosa faccio? Mi tocca risalire ed entrare da una finestra; con il freddo che fa saranno tutte chiuse! Che vitaccia!"
Cercando di trovare un appiglio, scivolò e rimase incastrato. Tentò disperatamente di fare forza, ma nulla da fare.
Mentre stava lì ansimante meditando sul da farsi, gli parve che il camino s'illuminasse dall'alto.
"Ma che... Ora ho pure le allucinazioni?"
Dal camino stava scendendo una lucina, di un bianco accecante. Quando gli arrivò di fronte, Babbo Natale comprese.
- Ciao, vecchio panzone - disse la lucina.
- Gesù Bambino! Sei tu? - disse Babbo Natale - Ti credevo morto. Anzi, cresciuto e poi morto.
- E risorto, solo che sono ancora in giro da bambino. Capito, vecchio barba?
- O sei un'anomalia temporale oppure sei il bebè di "Roger Rabbit".
- Seee... Che cosa fai qui?
- Secondo te? Siamo alla notte di Natale, io sono Babbo Natale e sono dentro un camino con un sacco.
Gesù Bambino ci pensò su. - Ah, ma certo, - disse poi, facendo schioccare le dita - stai consegnando i regali!
- Bravo, hai vinto un orsacchiotto. Solo che al momento non posso dartelo perché sono incastrato. Anzi, potresti darmi una mano, tu che fai miracoli.
- Sono troppo piccolo; e poi farò anche i miracoli, ma mica ho i superpoteri!
- E io come faccio ora?
- Chiedi a quello scimmione - disse Gesù Bambino, indicando verso il basso.
- Scimmione? Quale scimmione?
Babbo Natale guardò giù, per quanto glielo consentivano la posizione, la pancia e l'enorme barba bianca. La luce emessa da Gesù Bambino non riusciva a illuminare bene fino in fondo, ma il vecchio riuscì comunque a vedere una gigantesca creatura pelosa che risaliva il camino.
- Per tutti gli elfi dal culo peloso! E quello chi è?
- Secondo me, - rispose Gesù Bambino, - è un orango.
- Un orango? E che cosa ci fa qui?
- Mai letto Poe?
- Ti sembro il tipo che ha tempo di leggere?
- Peccato. Scommetto due pani e tre pesci che ti ammazza.
- Eh?!?
- Già. Be', io me la batto. Ciao ciao! - Gesù Bambino cominciò a risalire, mentre da sotto veniva un terrificante urlo gutturale.
- Dico, non mi lascerai mica qui così!
Gesù Bambino si fermò un istante a meditare.
- Hai ragione, - sorrise - Buon Natale! - E volò via.
- Piccola peste! - urlò Babbo Natale.
- E ti rigo pure la slitta! - gli gridò Gesù Bambino di rimando, già fuori dal camino.
Babbo Natale cercò di rigirarsi, invano. Sentì l'orango avvicinarsi.
- Buona, Cita, buona. Ecco, vuoi un banana? Ne devo avere giusto qualcuna nel mio sacco, se mi aiuti...
Fuori, sul tetto, Gesù Bambino aveva sganciato le renne dalla slitta.
- Andate, - disse - siete libere! Buon Natale!
Le guardò allontanarsi nella notte, mentre candidi fiocchi di neve cominciavano a scendere dal buio del cielo. Sentì un urlo terrorizzato provenire dal camino e troncarsi all'improvviso.
- Ancora qualche giorno, - mormorò, lo sguardo rivolto alle tenebre - Ancora qualche giorno e sarà il tuo turno, Befana!
Quando l'orango arrivò sul tetto, trovò solo una slitta carica di banane.
Scritto da gky - Commenti (7)

