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Dannati vampiri

Domenica 7 giugno 2009

Teatro nel film: lo spettacolo di vampiri a Parigi Teatro nel film: lo spettacolo di vampiri a Parigi

(Questo è per la mia sorellina)

Neil Jordan è un regista abituato all'ambiguità e "Intervista col vampiro" ne presenta molte.
C'è il rapporto tra Lestat e Louis, giocato sul filo dell'amore, dell'odio, della complicità ai confini dell'omosessualità, della rivalità. Louis cerca in colui che, rendendolo vampiro, l'ha condannato all'immortalità un mentore, una guida; ma Lestat non è un insegnante, non ha risposte o non le vuole rivelare: preferisce godersi la sua non-morte il più possibile da una posizione di superiorità, elude le domande del suo allievo-compagno-vittima e anzi lo deride per il codice etico che tenta di darsi e per la sua continua ricerca di una verità.
La verità che Louis tenta in ogni modo di scoprire forse non esiste: è l'origine dei vampiri, il senso della loro esistenza, della loro non-vita eterna. Ma nessuno, nemmeno Armand, il più anziano vampiro del mondo, sa dare una spiegazione o mostrare una via: vive in una Parigi senza più tempo, attorniato da una schiera di vampiri decadenti, che mettono in scena i loro delitti in un teatro Grand Guignol ante litteram, mostrando in perversi spettacoli veri omicidi al pubblico assetato di sangue.
I poteri dei vampiri non sono tutti uguali: c'è chi sa volare, chi legge il pensiero, chi cammina sui muri; i superpoteri non si imparano, non si tramandano: il "dono oscuro" è semplicemente diverso per ognuno. Dracula, l'aglio, i paletti nel cuore sono relegati alle fantasie di un "pazzo irlandese". Il vampirismo è una disgrazia o una fortuna e la distinzione è data solo da un senso morale che ognuno deve trovare da sé, dal percorso che decide di seguire; ma un vampiro è comunque, per sua ineluttabile natura, un assassino.
I vampiri attraversano la Storia, immutabili. La piccola Claudia, adottata da Louis e Lestat, che le hanno dato la morte e la vita, è condannata a essere per sempre una bambina; dopo decine di anni riceve ogni volta una bambola in regalo per il suo compleanno di sangue; quando visita la vecchia Europa dipinge sempre e solo vedute notturne; resa orfana dalla peste, ha due padri adottivi che vedono in lei una figlia, una compagna, l'amore per la vita e il ritratto della morte. A sua volta si sceglierà una compagna che sarà madre e incarnazione del suo irraggiungibile corpo ideale di donna.
Louis, divenuto riluttante immortale dopo aver odiato una vita che gli aveva tolto il suo unico amore, accetta infine la sua esistenza di dannato solitario; i suoi tentativi di rivelarsi al mondo, di denunciare l'orrore della sua vita falliscono: il giornalista che lo intervista vede solo il fascino romantico, l'immortalità, la possibilità di giocare con gli umani.

Scritto da gky - ***** - Commenti (2)

Commenti

clapclap .... lo devo rivedere

Scritto da F, lunedì 8 giugno 2009

La saga delle "Cronache dei Vampiri" di Anne Rice è molto bella e complessa, la consiglio vivamente, soprattutto a chi è rimasto affascinato da 'Intervista col Vampiro' e vuole trovare le risposte ai misteri presenti nell'opera...

Scritto da Enrico C., giovedì 13 agosto 2009

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