Venerdì 25 giugno 2010
Aldo Brancher è uno che nella vita ha fatto diversi lavori: sacerdote cattolico, collaboratore del settimanale Famiglia cristiana, dipendente di Publitalia, dirigente Fininvest, dove si è occupato anche di spot politici, parlamentare di Forza Italia, sottosegretario alle Riforme e infine Ministro della Sussidiarietà e Decentramento, già Attuazione del Federalismo (nome cambiato al volo per salvaguardare almeno un piccolo pezzo di facciata). Niente male per uno che esibisce il raffinato titolo di studio di "baccelierato in teologia".
Non sarebbe il caso di parlare di quest'uomo se non fosse per alcuni piccoli, insignificanti e quasi trascurabili dettagli.
Tanto per cominciare, il Governo italiano è già dotato di un paio di ministri dalle competenze molto simili a quelle che ora dovrebbero essere del Brancher: il primo è Umberto Bossi, Ministro delle Riforme per il Federalismo, il secondo è Roberto Calderoli, Ministro della Semplificazione Normativa. Non si capisce bene che cosa si possa ritagliare da questi ruoli per giustificare la presenza di un Ministro della Sussidiarietà e Decentramento, ma probabilmente Bossi e Calderoli soffrono per il superlavoro; il Calderoli da parte sua s'è fatto un mazzo così per recuperare migliaia di leggi a cui dare fuoco sulla pubblica piazza e il Bossi, poveretto, mostra da tempo chiari segni di affaticamento fisico e mentale (ne sono ulteriore e forse superflua prova le sue ultime, deliranti e contradditorie dichiarazioni in materia calcistica).
A questo si aggiunge che la storia giudiziaria del Brancher non è proprio tranquilla. Arrestato nel 1993 nell'ambito della cosidetta inchiesta "Mani pulite", rimase alloggiato nel carcere di San Vittore per alcuni mesi e venne condannato per reatucoli come finanziamento illecito ai partiti e falso in bilancio. Se la cavò con la prescrizione per il primo e per la depenalizzazione di fatto del secondo nel 2001 da parte del suo ex(?) datore di lavoro Silvio Berlusconi.
Caso vuole che ora il Brancher sia coinvolto con l'accusa di ricettazione nelle indagini per lo scandalo della banca Antonveneta, denominato simpaticamente dalla stampa "Bancopoli". Dopo cinque giorni dalla nomina, il neoministro si è appellato al legittimo impedimento: non sa ancora precisamente che cosa dovrà fare come ministro, ma sa già che sarà così oberato di impegni da non potersi presentare in un'aula di tribunale. Di sicuro avrà il suo bel da fare per destreggiarsi in un ministero "molto low cost", come l'ha definito il suo collega Giulio Tremonti: forse viaggerà con Ryanair e farà la spesa al Lidl. Magari gli daranno un'auto blu usata.
A proposito di auto blu, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta nel suo piccolo si è messo a contarle. Al momento ne ha trovate circa novantamila, ma le sta ancora contando: dice che ci vorranno settimane, probabilmente le conta da solo una a una; lo si potrebbe aiutare con un bel progetto di "social spotting": se qualcuno vede un'auto blu, la segnali su Google Maps.
[edit] Dopo le reazioni schifate del Pubblico Ministero e del Presidente della Repubblica, i legali del Brancher hanno dichiarato che rinunceranno al legittimo impedimento. Avranno forse scoperto che non gli serve?
Scritto da gky - Nuovo commento

