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Il body-upgrade secondo Stelarc
Stelarc, artista australiano nato a Cipro (vero nome Stelios Arcadiou), è uno degli esponenti più estremi della body art. Le sue performance sono a volte davvero raccapriccianti: in più occasioni, Stelarc si è fatto appendere con dei ganci d'acciaio nel petto a parecchi metri d'altezza, come in uso in alcuni riti di iniziazione degli Indiani d'America. Una volta si è persino cucito le labbra.
Uno degli aspetti più interessanti di Stelarc tuttavia è la sua ricerca per estendere i sensi mediante l'utilizzo della tecnologia. "Il corpo è obsoleto" è il suo slogan; quindi bisogna studiare nuove protesi biomeccaniche per metterlo in grado di sfruttare pienamente le possibilità della moderna tecnologia.
Come il sociologo McLuhan, Stelarc sostiene che gli oggetti che usiamo costituiscono delle estensioni del corpo, e che la nostra percezione e il nostro modo di pensare vengono profondamente modificati dall'uso di questi mezzi. Quindi, potenziando la nostra carne primitiva con nuovi strumenti, possiamo arrivare a nuovi stati di percezione della realtà.
E' seguendo questa filosofia che Stelarc ha ibridato il proprio corpo con estensioni artificiali, arrivando a costruire persino una terza mano meccanica, mossa da stimoli elettrici provenienti dai muscoli dell'addome, e una mano virtuale, in grado di manipolare oggetti generati dal computer, estendersi a piacimento, moltiplicare le proprie dita, tracciare disegni.
L'artista può quindi ampliare artificialmente le proprie capacità di intervento sulla realtà; ma la comunicazione può anche avvenire nei due sensi. In altre performance, Stelarc ha lasciato che i propri muscoli venissero stimolati elettricamente da impulsi provenienti dal mondo esterno, mentre alcuni microfoni trasmettevano al pubblico i battiti del cuore, lo scorrere del sangue nelle vene, il fluire dell'aria nei polmoni. L'artista si è così trasformato in un inquietante cyborg impazzito, le cui membra si muovono con scatti involontari improvvisi.
Così, se con le sospensioni Stelarc dimostra i limiti fisici del corpo, con le protesi suggerisce nuove strade da intraprendere sul cammino dell'evoluzione dell'essere umano, adattandolo all'aumento esponenziale delle realtà percepibili.