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Tetsuo, l'arma umana di Shinya Tsukamoto
Un uomo si addentra di nascosto in una vecchia officina cadente. Cumuli di spazzatura metallica lo circondano. L'uomo prende un tubo zigrinato e se lo spinge a forza dentro una ferita aperta nella gamba. L'uomo urla. La ferita si riempie di vermi che divorano carne e metallo.
E' questo l'inizio di Tetsuo, film indipendente a bassissimo costo del regista giapponese Shinya Tsukamoto.
Ossessioni di fine millennio
In Tetsuo e nel suo sequel/remake Tetsuo II due uomini si trovano ad affrontare l'inesorabile metamorfosi del proprio corpo. Improvvisamente, del metallo comincia a emergere da sotto la pelle; il corpo assorbe in maniera inscindibile altro metallo dall'esterno. I due diventano degli uomini-macchina, capaci di sparare micidiali proiettili dalle braccia e di sfrecciare a velocità incredibili.
Nei due film troviamo molte delle paure della fine di questo millennio: l'oppressione tecnologica, la mutazione genetica, la claustrofobia del monolocale nel grattacielo, la perdita dell'identità individuale.
L'ossessionante tecnologia che ci circonda si fonde e si integra con la biologia. Il destino dell'uomo macchina è la corrosione e per evitarla non gli resta altro che inglobare sempre nuovo materiale.
Il cambiamento non è solo fisico, ma anche mentale. Piano piano si fa strada il richiamo a una missione da adempiere, o forse la consapevolezza di una volontà: il metallo si assomma ad altro metallo, la carne ad altra carne; e il multi uomo-macchina finale è pronto a marciare sul mondo per trasformarlo in una massa di acciaio.
L'estetica del disturbo elettronico
Se il corpo si trasforma, altrettanto fanno i sensi. Lo sguardo, l'udito, ma anche al memoria si fanno elettronici e la loro rappresentazione è una vera e propria estetica del disturbo.
Così la voce è un cavernoso rimbombo, l'orecchio trasmette schianti metallici al cervello trasformato in circuiti di fil di ferro. Il flashback cinematografico dell'uomo-macchina è un monitor pieno di interferenze, di neve elettronica attraverso la quale i ricordi appaiono distorti, accelerati, riavvolti. La memoria è una cassetta inserita in un videoregistratore guasto.
Entrambi i film sono ricchi di sequenze frenetiche al limite del subliminale: in pochi decimi di secondo vengono condensate decine di situazioni diverse, punti di vista opposti, visioni del corpo dall'interno e dall'esterno. Il disturbo elettronico si traduce nel nostro cervello in un continuo sovraccarico di impulsi che stordiscono e disorientano.
I colori sottolineano la mutazione: in Tetsuo, in bianco e nero, la fusione ha i toni dei livelli di grigio. Al contrario, i colori di Tetsuo II distanziano la carne, calda e rossa, dal metallo, freddo e blu.
Entropica / eterna: la città-corpo di Tetsuo
Ai due Tetsuo corrispondono due diverse visioni della città. Nel primo film vediamo un insieme di case basse, piccole fabbriche in rovina, cumuli di rifiuti industriali abbandonati: un tessuto urbano in decomposizione ma pur sempre originariamente pensato e costruito a misura d'uomo. La metamorfosi del corpo dell'uomo-macchina diventa parte del disfacimento del corpo-città, una struttura costretta a soccombere alla propria entropia: come nell'Europa dopo la pioggia di Max Ernst, architetture ed esseri viventi diventano indistinti e confusi, collassando in una sostanza unica e imprecisata.
In Tetsuo II la città è gigantesca, asettica, immutabile, perfetta e disumana, corpo alieno tanto alla carne quanto al metallo: grattacieli di cui non si riesce a vedere la fine, rilucenti ipermercati della civiltà dei consumi, metropolitane dove tutto può accadere nell'indifferenza più totale di viaggiatori. Ma tra quei grattacieli Shinya Tsukamoto è nato e cresciuto e, pur trasmettendo una ossessione claustrofobica per la mega-città di cemento, la rappresenta comunque con colori tenui, prevalentemente sfumature azzurre che la immergono in una atmosfera irreale.
Tetsuo - The Iron Man
Un misterioso individuo viene investito da un'auto. L'investitore, un tranquillo impiegato, fugge, ma nei giorni seguenti si accorge che il suo corpo sta mutando: prima lentamente, poi sempre più rapidamente, del metallo comincia a irrompere da sotto la pelle, e altro metallo viene assorbito dall'esterno. In più, l'uomo si accorge di essere perseguitato da qualcuno (o da qualcosa): una donna con un braccio di cavi e inserti metallici lo aggredisce in metropolitana, ma forse è solo una allucinazione.
Dopo una mutazione improvvisa e incontrollabile, che lo imprigiona nel suo monolocale in un groviglio di metallo, uccidendo la sua compagna, l'uomo viene affrontato da quello che aveva investito, il quale, come lui, sta diventando un uomo-macchina. Lo scontro tra i due porterà alla genesi di un nuovo, mostruoso essere.
Tetsuo II - Body Hammer
Due uomini rapiscono il figlio di una giovane coppia. Il bambino viene poi liberato, ma nell'inseguimento il padre viene ferito da una strana pistola. Un nuovo rapimento del figlio e della moglie lo porta a una reazione rabbiosa, durante la quale il suo corpo si trasforma, emettendo micidiali armi dal petto e dalle braccia.
L'uomo viene attirato in una fabbrica abbandonata, dove risiede una misteriosa setta, i cui adepti si addestrano per diventare uomini-macchina. La setta è capeggiata dal fratello dell'uomo. Da bambini, i due erano stati le cavie del padre, il quale aveva condotto su di loro esperimenti che ora li mettono in grado di assommare masse metalliche alla propria carne.
Similmente al primo film, lo scontro finale genererà una gigantesca macchina, pronta a marciare sul mondo.
Shinya Tsukamoto - Filmografia
Futsu Saizu No Kaijin (The Phantom of Regular Size, 1986)
Denchu-Kozo No Boken (The Adventure of Denchu Kozo, 1987)
Tetsuo - The Iron Man (1988)
Hiruko - Yokai Hunter (Hiruko the Goblin, 1990)
Tetsuo II: Body Hammer (1992)
Tokyo-ken (Tokyo Fist, 1995)
Bullet Ballet (1998)
Soseiji (Gemini, 1999)
Rokugatsu no hebi (A Snake of June, 2002)