La storia di Ben

"Conosce quel bar che si chiama Beekman, con la stazione di servizio? Ero arrivato lì con il camioncino che è qui fuori e stavo per fermarmi, perché avevo bisogno di fare rifornimento, quando dalla curva sbucò una grossa autobotte di benzina con almeno dieci o quindici di quei cosi aggrappati. Forse qualcuno di essi era entrato nella cabina, perché vedevo che l'autobotte procedeva a zig-zag, come se il guidatore non fosse libero nei movimenti. Poi, d'un tratto, uscì di strada, tanto che io feci fatica a evitarlo.
Non capivo che stava succedendo. L'autobotte uscì di strada in velocità, piegando a sinistra, verso la stazione di servizio, che si trova proprio accando al bar. Dopo aver sfondato il guard-rail, si abbattè sulle pompe di benzina, trasformandosi immediatamente in un grande rogo.
Avevo paura che esplodesse e non osavo avvicinarmi, ma sopra c'era un uomo... che urlava.
Quegli esseri intanto si erano tutti allontanati. Io guardai verso il bar, per vedere se c'era qualcuno che potesse aiutarmi e allora notai che anche il bar era circondato dai mostri. Nessuno osava affacciarsi dal di dentro.
Intanto le urla erano cessate. Mi resi conto che ero solo con cinquanta o sessanta di quei cosi, che stavano lì fermi a guardarmi. Allora mi decisi: misi in moto il camioncino e puntai diritto su di loro.
Ma non si mossero, non scapparono: restarono lì immobili a fissarmi; alcuni sotto le ruote, altri volarono per aria come birilli".

Ben racconta