Domenica 21 giugno 2009
Il guaio è che Berlusconi fa più notizia se va a puttane per il paese che non se manda a puttane il paese.
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Domenica 21 giugno 2009
Il guaio è che Berlusconi fa più notizia se va a puttane per il paese che non se manda a puttane il paese.
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Domenica 7 giugno 2009
Teatro nel film: lo spettacolo di vampiri a Parigi
(Questo è per la mia sorellina)
Neil Jordan è un regista abituato all'ambiguità e "Intervista col vampiro" ne presenta molte.
C'è il rapporto tra Lestat e Louis, giocato sul filo dell'amore, dell'odio, della complicità ai confini dell'omosessualità, della rivalità. Louis cerca in colui che, rendendolo vampiro, l'ha condannato all'immortalità un mentore, una guida; ma Lestat non è un insegnante, non ha risposte o non le vuole rivelare: preferisce godersi la sua non-morte il più possibile da una posizione di superiorità, elude le domande del suo allievo-compagno-vittima e anzi lo deride per il codice etico che tenta di darsi e per la sua continua ricerca di una verità.
La verità che Louis tenta in ogni modo di scoprire forse non esiste: è l'origine dei vampiri, il senso della loro esistenza, della loro non-vita eterna. Ma nessuno, nemmeno Armand, il più anziano vampiro del mondo, sa dare una spiegazione o mostrare una via: vive in una Parigi senza più tempo, attorniato da una schiera di vampiri decadenti, che mettono in scena i loro delitti in un teatro Grand Guignol ante litteram, mostrando in perversi spettacoli veri omicidi al pubblico assetato di sangue.
I poteri dei vampiri non sono tutti uguali: c'è chi sa volare, chi legge il pensiero, chi cammina sui muri; i superpoteri non si imparano, non si tramandano: il "dono oscuro" è semplicemente diverso per ognuno. Dracula, l'aglio, i paletti nel cuore sono relegati alle fantasie di un "pazzo irlandese". Il vampirismo è una disgrazia o una fortuna e la distinzione è data solo da un senso morale che ognuno deve trovare da sé, dal percorso che decide di seguire; ma un vampiro è comunque, per sua ineluttabile natura, un assassino.
I vampiri attraversano la Storia, immutabili. La piccola Claudia, adottata da Louis e Lestat, che le hanno dato la morte e la vita, è condannata a essere per sempre una bambina; dopo decine di anni riceve ogni volta una bambola in regalo per il suo compleanno di sangue; quando visita la vecchia Europa dipinge sempre e solo vedute notturne; resa orfana dalla peste, ha due padri adottivi che vedono in lei una figlia, una compagna, l'amore per la vita e il ritratto della morte. A sua volta si sceglierà una compagna che sarà madre e incarnazione del suo irraggiungibile corpo ideale di donna.
Louis, divenuto riluttante immortale dopo aver odiato una vita che gli aveva tolto il suo unico amore, accetta infine la sua esistenza di dannato solitario; i suoi tentativi di rivelarsi al mondo, di denunciare l'orrore della sua vita falliscono: il giornalista che lo intervista vede solo il fascino romantico, l'immortalità, la possibilità di giocare con gli umani.
Scritto da gky -




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Sabato 6 giugno 2009
Domattina andrò a votare. Non ho ancora deciso per chi, anche se la margherita dei candidati ha già perso quasi tutti i petali, grazie anche a una delle peggiori campagne elettorali che mi ricordi, sicuramente la più volgare.
Non voterò per alcun partito di centro, centrodestra, destra, estrema destra, ultra destra. Non ne condivido le idee, provo profondo schifo per buona parte dei leader e ribrezzo per il loro operato. E' un'ala che puzza di populismo, arroganza, disinteresse per il cittadino, neofascismo, razzismo, catastrofico neoliberismo in stile reaganiano.
Non voterò PD perché è un partito incapace persino di fare opposizione, preso com'è dalle sue liti interne e dall'idiota inseguimento di qualunque cazzata dica l'altra parte. Il capolista poi si è appena beccato una condanna e non si è nemmeno ritirato, bell'esempio di questione morale tanto sbandierata dal partito, quando in Gran Bretagna ci si dimette per aver gonfiato un rimborso anche solo di poche sterline.
Non voterò l'estrema sinistra perché è vecchia, ha programmi dannosi, irrealizzabili o quanto meno utopistici; qualche giorno fa ho sentito uno dei loro candidati di punta affermare con convinzione che bisogna nazionalizzare tutte le aziende che licenziano; spero per lui che fosse ubriaco.
Rimane poco. Così a occhio restano la Lista Pannella Bonino e l'Italia dei Valori. La Bonino mi pare persona competente e apprezzata, ma al momento è già vicepresidente del Senato. Dietro Di Pietro (perdonate la cacofonia) c'è del buono e del meno buono.
Però vado a votare, magari vinco. Tanto, se non voto, perdo comunque.
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Mercoledì 3 giugno 2009
I trailer cinematografici, con qualche rara eccezione, mi fanno passare la voglia di andare al cinema. Sono in generale troppo retorici, con delle voci fuori campo dal tono abbassato artificialmente e dal timbro minaccioso che recitano sempre le stesse frasi. Però alcuni trailer hanno un vantaggio: dovendo in pochi secondi convincere la gente ad andare a vedere il film, tendono a mostrare le scene migliori e le battute più memorabili; hanno ritmo e una buona colonna sonora, che a volte nemmeno compare nel film. Per esempio, tra gli ultimi mi è piaciuto molto quello di Terminator Salvation, che con tutta probabilità è migliore del film che promuove.
Gli spot elettorali mi fanno lo stesso effetto, ovvero mi fanno passare la voglia di andare a votare, ma con una rilevante differenza: non mettono in mostra il meglio, almeno lo spero. In vetrina ci sono leader, non attori; la loro scarsa presenza scenica, la loro incapacità nel recitare quello in cui dovrebbero credere, persino il loro linguaggio del corpo sono deprimenti. Immagino che qualcuno di loro debba pur conoscere qualcosa di amministrazione della cosa pubblica, di politica, ma essi stessi non sembrano interessati a darne prova.
Ne ho raccolti alcuni e non saprei dire qual è il peggiore: l'imbambolato Franceschini, l'autoimitazione di Berlusconi che sembra sempre più la Guzzanti, la canzoncina che vorrebbe essere spiritosa ma mi pare solo triste di Sinistra Democratica, fino ai personaggi della Lega Nord che sembrano comparse scartate da Cinico TV.
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Martedì 26 maggio 2009
Questa sera a un telegiornale ho sentito il Ministro Giulio Tremonti dire che per la cassa integrazione le aziende hanno fatto molte meno richieste di quanto il Governo si aspettava: aveva previsto più di un miliardo di ore ma ne sono state usate solo trecento milioni. Da questo Tremonti deduce che non c'è poi tutta questa crisi.
Magari Tremonti ha ragione. Magari invece ci sono aziende che invece che mettere in cassa integrazione licenziano direttamente; e non uno o due dipendenti, ma decine. Comunque, in tutti e due i casi, Tremonti ha clamorosamente sbagliato le previsioni sulla necessità di fondi per la cassa integrazione (e di conseguenza ha sbagliato la relativa allocazione delle risorse).
Quest'uomo non dovrebbe fare il Ministro dell'Economia. Se il mondo dell'economia di cui si dichiara esperto fosse un gioco del Monopoli, quest'uomo probabilmente cercherebbe di convincerci che è meglio possedere Vicolo Corto e Vicolo Stretto piuttosto che Viale dei Giardini e Parco della Vittoria pieni di alberghi.
E il guaio peggiore è che anche in quel caso qualcuno sarebbe capace di sostenere che sa giocare.
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