Domenica 23 dicembre 2007
Una "foto" scattata su Second Life
Raccolgo a modo mio la catena arrivata da lei e da lei sul "di' qualcosa di Second Life".
SL è semplice da usare e non richiede particolari competenze; se uno ha giocato almeno una volta ad adventure in 3D o a FPS troverà l'interfaccia abbastanza familiare.
La grafica è molto povera e l'interfaccia client lenta anche su pc potenti; siamo assai lontani da cose come Assassin's Creed (qui trailer e gameplay) e più dalle parti degli "antichi" Tomb Raider. Tuttavia alcuni riescono a raggiungere ragguardevoli risultati nel design di avatar e ambienti.
Creare e manipolare oggetti è relativamente facile, anche se la scarsa versatilità deprimerebbe un buon designer 3D professionista.
Al di là della non trascurabile suggestione degli ambienti e della "presenza fisica" (la percezione del sé e degli altri in un mondo virtuale meriterebbe da sola un trattato di psicologia sociale), le finestre di chat hanno una importanza predominante e ricordano quanto questo sia soprattutto un luogo di incontro e dialogo. E in SL, come nella vecchia IRC, si sviluppano rapporti umani anche molto profondi, amicizia, lavoro, relazioni sentimentali.
In SL c'è poca gente, pochissima se si confronta con gli utenti di altri mezzi Internet come il Web e relativamente poca rispetto ad ambienti di gioco come World of Warcraft, che però sono ovviamente più orientati al MMORPG.
A causa dell'implementazione tecnica, la fruibilità di un posto rallenta notevolmente in base al numero di oggetti e soprattutto di avatar presenti, fino a renderlo quasi del tutto inutilizzabile (snervanti difficoltà di renderizzazione e di movimento, fino al vedere tutto grigio e a essere ridotti all'immobilità). Nonostante ciò, sono in molti a organizzare "eventi" istantanei che richiamano decine di utenti, più o meno per gli stessi motivi per cui lo farebbero fuori (la cosa più buffa e tutto sommato abbastanza sciocca che mi è capitato di vedere è una riunione quasi silente per vedere un video trasmesso via streaming). Ma, se si esclude l'impatto psicologico sui convenuti dato dalla presenza di molte persone, l'approccio a un certo tipo di iniziative andrebbe probabilmente pensato dilatato nel tempo, in una direzione più simile a quella di un sito Web.
Al proposito, l'uso che si tende a fare di SL è, un po' per i limiti del mezzo e un po' per mancanza di maturazione, paragonabile a quello degli inizi del Web rispetto al 2.0; per esempio, ci sono in SL posti, denominati impropriamente "bilioteche", che sono molto meno consultabili di una libreria dopo un bombardamento e dove è impossibile cercare un testo per parole chiave, come si farebbe via Web (mancanza assoluta di semanticità).
Sono molto pochi quelli che fanno sperimentazione sullo specifico. Per lo più, ci si accontenta di ricreare ambienti e oggetti del mondo esterno, il che ricorda molto una specie di plastico di Perky Pat, per chi ha letto Dick, sia a livello di percezione che di cause/implicazioni sociali.
Il look imperante è per lo più stanca ripresa dell'esistente, sia a livello pop che di cosiddetta alta moda, e in genere interessante quanto una raccolta di vestiti per la Barbie. Ma ci sono anche esperimenti di "avatar art", in cui soprattutto i giapponesi paiono maestri. Ma l'offerta va incontro alla domanda e c'è gente che va su SL attirata dalla prospettiva di guadagnare (e alcuni ci riescono) vendendo beni virtuali come aspetto del corpo, vestiti, accessori e via dicendo.
C'è addirittura chi arriva a proporre conferenze non interattive (monologhi), in cui l'autore copia e incolla frasi da un testo preparato prima; sarebbe più pratico pubblicarlo su Web e poi utilizzare SL esclusivamente come ambiente di interazione per commentarlo, ma probabilmente l'ego esibizionista vuole la sua parte. Anzi, a volte, se si arriva sul posto e si usa la chat come chat (!) si viene redarguiti anche in maniera pesante. Non mancano, per fortuna, anche usi ben più intelligenti, come esposizioni interattive o luoghi di riunione e discussione "in diretta" su specifici temi.
L'argomento (non solo SL ma mondi virtuali grafici in genere) è vasto e meriterebbe ben altro approfondimento; i libri che mi è capitato di vedere in giro sono pochi e per lo più non un gran che; in genere si tratta di pochi paragrafi in appendice di trattati di CMC o di superficiali "instant book" che non reggono pochi mesi di scaffale. Se qualcuno fosse disposto a scriverne seriamente (e alcuni lo stanno facendo, visti i precedenti anelli di questa catena), mi impegno a leggere il testo su Web (e forse anche ad acquistare una copia del libro :-). Oppure, perché no, a discuterne dentro SL, come ogni tanto capita (come si sa, buona parte delle discussioni in un mondo sono autoreferenziali).
Scritto da gky -




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