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La storia dei tre pupazzi di neve

Mercoledì 26 dicembre 2007

Erano tre pupazzi di neve e se ne stavano in un'aiuola di uno dei giardini del centro città.
Uno, molto tradizionalmente, aveva una carota come naso; un altro portava un vecchio cappello di paglia, avanzo di qualche soffitta o cantina; il terzo aveva una bottiglia che sporgeva davanti, scherzo di un ragazzo dispettoso.
Stavano lì e si guardavano intorno, per quel che potevano.
Fu Carota a rompere il silenzio: - Oe', ragazzi!
- Ehi, oh - risposero gli altri due.
- Che cosa ve ne pare? Bella vita la nostra, no? - disse Carota.
- Be', - fece Paglietta - a me non dispiace.
- No, certo, - si aggiunse Bottiglia - è una vita tranquilla.
- Certo, - fece Carota - finché dura...
- Che cosa vuoi dire? - chiese Paglietta.
- Solo che oggi, mentre mi costruiva, un bambino disse "E poi al disgelo ti scioglierai".
- Il disgelo? E che cosa sarebbe il disgelo? - chiese incuriosito Bottiglia.
- Non ne ho idea.
I tre rimasero zitti per un po'.
- Secondo voi, - disse alla fine Paglietta - noi veniamo da altri pupazzi?
- Da altri pupazzi?
- Sì, - proseguì Paglietta - la nostra neve prima faceva forse parte di altri pupazzi?
- Ma che idea! - esclamò stizzito Carota - Io sono tutto di neve fresca!
- E chi ti assicura che prima non eri un altro pupazzo, magari con una pipa?
- Me lo ricorderei, non credi?
- Forse. Ma se invece ci facessero con neve di altri pupazzi, ci rinnevassimo, insomma, perdendo tutti i ricordi precedenti?
- Se anche questo accadesse, - disse Carota - cosa di cui dubito, non saremmo gli stessi.
- Io sento di essere me stesso. - disse pensieroso Bottiglia.
- Anche io. - fece eco Carota.
- Già, già - mormorò Paglietta - eppure io non son convinto.
- Ho un'idea, - propose a quel punto Carota - aspettiamo e vediamo che cosa succede. Se qualcuno di noi viene snevato per fare un altro pupazzo, lo sapremo.
- E se non accadesse mai? Che cosa proverebbe?
- Magari che è qualcosa di cui non dovremmo preoccuparci più di tanto.
- Ah! Ma io mi preoccupo eccome! - disse Paglietta.
- Fa' come vuoi. Io per ora dormo, che è venuto buio. - rispose Carota.
- Ah-uhm, anche io dormirei - aggiunse Bottiglia, sbadigliando.
- E va bene, mettiamoci tutti a nanna, - si arrese Paglietta - ma domattina si continua il discorso, va bene?
- Certo, certo - risposero gli altri due, già mezzo addormentati.
Paglietta meditò ancora per qualche istante sul disgelo e sul rinnevamento, poi s'addormentò a sua volta.

Il giorno successivo ghiacciò e nessuno riuscì a spiccicare parola.

Scritto da gky - ***** - Commenti (6)

Commenti

Ma dove li trovi? ;)

Scritto da Elena, giovedì 27 dicembre 2007

La leggerò alle mie nipoti :)

Scritto da Laura, giovedì 27 dicembre 2007

la leggerezza della profondità:)Ti sei mai chiesto in quanti posti può essere stata una molecola di H2O?

Scritto da zaz, giovedì 27 dicembre 2007

Elena: ammetto che li sogno nottetempo.

Laura: no, che si traumatizzano! Non voglio avere infanti sulla coscienza.

Zaz: sì, ma tanto non se lo ricorda; e poi anche l'acqua ha diritto alla sua privacy.

Scritto da gky, giovedì 27 dicembre 2007

Cariiino! :)

Scritto da Obi, giovedì 27 dicembre 2007

Il fascino della neve che a Palermo sconosciamo... e se ghiacciasse sulla spiaggia io li metterei dentro un castello di sabbia e farei loro gli occhi e la bocca co le conchiglie e il gonnellino di alghe, al poso della bottiglia a quello metterei in quel posto una bella murena.
ciao ciao

Scritto da ummagumma, giovedì 17 gennaio 2008

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