gianky.com ~ blog v.5.1.1 "Annalee"

Un caso di Reputazione 2.0: l'"Affaire Sybelle"

Sabato 20 febbraio 2010

Il post "censurato" di Sybelle Il post "censurato" di Sybelle

Nell'aprile del 2009, Sybelle pubblica sul suo blog un post in cui, da appassionata lettrice, fashion blogger nonché studentessa di comunicazione, fa, tra il serio e il faceto, alcune osservazioni sulla campagna del marchio di abbigliamento John Ashfield.

Il post ora non è più accessibile pubblicamente, ma la funzione di caching di Google ne ha fortunatamente conservato una copia facilmente rintracciabile con una normale ricerca (evviva la ridondanza della copia nell'epoca dell'informazione digitale!).

Che cosa è successo? Qualche giorno fa, WordPress, il servizio che ospita tra migliaia e migliaia di blog anche quello di Sybelle, su esplicita richiesta dell'azienda proprietaria del suddetto marchio ha bloccato il post, rendendolo di fatto accessibile alla sola Sybelle. La ragione: violazione delle condizioni d'uso di WordPress.

La violazione non sarebbe tanto nel post, che esprime comunque una legittima critica, ma nei commenti che sono stati aggiunti dai lettori; uno in particolare fornisce un'immagine dell'azienda alquanto negativa. Altri "commentatori" si sono accodati, in generale contraddicendo la versione fornita dal primo. A questo punto è intervenuta la segnalazione dell'azienda e la conseguente messa fuori linea del post da parte di WordPress.

Il caso, portato alla pubblica luce sempre via Internet dalla stessa Sybelle, è stato ripreso su social media quali Twitter e FriendFeed, oltre che su svariati blog, approdando anche al sito dell'Espresso. E proprio a questa testata si è rivolto Andrea Celli, titolare del marchio John Ashfield, per pubblicare una sorta di lettera aperta a Sybelle.

Si potrebbe discutere se le condizioni di servizio siano effettivamente state violate, di chi sia la responsabilità (di WordPress, della proprietaria del blog, dell'autore del singolo commento), se siano ravvisabili gli estremi di una querela o anche semplicemente se la questione possa avere un aspetto legale.

Ma il lato legale non è il più interessante della vicenda. Per quanto Celli abbia utilizzato una comunicazione "top-down", che contraddistingue in genere le parti "forti" (aziende, partiti politici, soggetti pubblici), la discussione è proseguita con scambi tipicamente 2.0 attraverso la Rete. Il buon GBA ha risposto sul suo blog I media-mondo alla lettera di Celli con un post in cui riporta il dibattito nei binari dell'analisi comunicazionale, ricorda (e a quanto pare ce n'è sempre bisogno) di come la Rete sia diversa dai cosiddetti media mainstream e invita Celli a riconsiderare un'ipotesi di dialogo interconnesso, con i mezzi (e, ancor più, gli interlocutori) tipici di Internet.

Scritto da gky - ***** - Commenti (1)

Commenti

wow!

Scritto da coon, sabato 20 febbraio 2010

Nuovo commento

Daresti un voto a questo post, per favore?

Nota: e sono obbligatori, perché non è carino lasciare commenti vuoti o anonimi; l' invece è facoltativo, ma deve essere nel formato URL (es.: http://www.antani.com): ci vuole "http://" davanti. Per l' fate voi, tanto non viene pubblicato. L'unico tag consentito nel testo è il link, senza attributo target: <a href="URL">sito</a>. L' è fastidioso, ma necessario.