A Family Secret: il lato biografico degli Ergot Project

A dieci anni dall’uscita del loro primo disco, Beat-Less, gli Ergot Project tornano con A Family Secret, un album che segna il distacco dalla precedente raccolta di cover per diventare un concept compatto e profondo, con una elevatissima qualità della produzione e un’evidente evoluzione rispetto al precedente lavoro. Se Beat-Less aveva infatti mostrato il potenziale della band di reinventare il passato, con la riscrittura di classici dei Beatles in chiave industrial e trip-hop, A Family Secret sposta l’obiettivo alla rappresentazione di una identità artistica personale.

A Family Secret utilizza elementi autobiografici in modo narrativamente efficace. La storia di Billy Milligan, figura complessa e simbolica con il suo disturbo dissociativo, non è usata come semplice citazione ma come una metafora della frammentazione interiore di ogni individuo, delle voci che ci abitano e dei conflitti che ci definiscono; il disco utilizza una vicenda psicologica estrema proiettata in temi universali, un viaggio nelle molteplici zone d’ombra dell’identità.

Se Beat-Less era un laboratorio sperimentale che mescolava radici rock e sperimentazione elettronica, A Family Secret mostra una consapevolezza diversa: qui tutto è originale, mirato, coerente.

Christian Marras, anima e punto fermo degli Ergot Project, collettivo a formazione cangiante, compone, produce, suona quasi tutto, affidandosi per il resto a solidi professionisti, uno su tutti Pat Mastellotto, con la sua ritmica progressive precisa e sorprendente al tempo stesso. Il sound è curatissimo: Marras lavora di fino sui dettagli sonori, anche quando sfocia nel noise, mescolando Nine Inch Nails alle atmosfere cupe e ossessive delle colonne sonore composte da John Carpenter per i propri film: tappeti elettronici, chitarre affilate, batterie controllatissime ma affacciate sull’orlo di un abisso di caos. La compattezza del suono non schiaccia le singole tracce ma le incorpora, facendole emergere come pinne caudali di squali in un oceano nero e minaccioso.

E’ un album che ha bisogno di più di un attento ascolto per svelare i propri materiali e le sue sottotrame e richiede l’interiorizzazione di ogni testo. Da non perdere il booklet, scritto a mano con grafia tremante ed emozionata.

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